Londra – Niccolò (8/10)

14 mag Me, James and the Classmates

Maredì 23 Aprile 2013

Giorno 10 – Spaghetti

La giornata promette molto bene grazie al sole e alla temperatura gradevole… quasi mi azzardo ad uscire senza la giacca, ma alla fine la porto con me. Dopo la lezione James, ho pranzato con un sadwich e ho aspettato per andare a fare la passeggiata di Harry Potter oraganizzata dalla scuola per le 1.30 pm. Assieme agli altri, guidati questa volta da Marie, partiamo dalla sede Kaplan di Leicester Square ripercorrendo alcuni luoghi che si vedono nei film… la cosa più carina probabilmente è il carrello con bauli piantato a metà in un muro della stazione di King’s Cross.

La giornata è davvero bella, così alla fine del giro decido di guardarmi attorno per Covent Garden. In Neal Street entro nel negozio Tea House. Ovviamente specializzato in tè è stato aperto trent’anni fa ed è possibile trovarvici un vasto assortimento di tè. Il profumo appena varcata la soglia è meraviglioso ed è inevitabile comprare qualche infuso.

[British customs #4: Tea Time. Questa curiosità ci è stata detta da James... sostanzialmente è il crollo di un mito. Noi italiani infatti siamo convinti che l’ora del tè per gli inglesi sia alle 5 pm. In realtà no. C’è l’afternoon tea, tradizionalmente della classe borghese e nobile, alle 2/3 pm e il tea delle 6-7 pm. Quest’ultimo, legato alla classe lavoratrice, corrisponde ancora oggi in alcune famiglie (del nord in particolare) alla cena. Perciò può capitare che chiedano “What do you want for tea?” riferendosi però alla cena!]

Più tardi assieme a Marco cerchiamo qualche biglietto per musical o spettacoli nella zona Leicester-Covent Garden, ma niente, quasi tutto sold out e i pochi rimasti troppo costosi.

Ormai è tardi per gli standard inglesi, quindi torno a casa per la cena.

Arrivato li’ per le 6.30 pm la mia famiglia è già a tavola, così mi sono subito unito a loro. Nel piatto, pasta. Linguine (si pronuncia “linguini”) sorprendentemente cotte bene, con un sugo pronto decente ma che non ha niente a che fare con qualsiasi ricetta italiana. Ad ogni modo, temevo davvero potesse andare peggio!

Londra – Niccolò (7/10)

13 mag Honourable Society Of Lincolns Inn 2

Lunedì 22 Aprile 2013

Giorno 9 – On the Thames

Pensandoci purtroppo questo è già il mio ultimo lunedì… La giornata sembra più incerta di ieri e il vento, presenza sempre costante, oggi è più fastidioso. Colazione, tube e arrivo a Southampton Place, a scuola. La lezione di James è come al solito molto divertente e dopo la pausa pranzo decido di unirmi agli altri per andare alla gita in barca sul Tamigi. Dominic, il Social Programme Organiser della Kaplan, conuce il gruppo assieme a Sure e tra i ragazzi, essendo lunedì, ci sono molte facce nuove.

Dal molo di Westiminister partiamo per arrivare poi alla Tower of London, purtroppo il sole è coperto e il vento forte ha il sapore dell’inverno. Sbarcati nuovamente ai piedi del Parlamento saluto tutti e, pur non essendo troppo tardi, faccio rotta verso casa… Devo assolutamente fare i compiti, ripassare alcune cose, sentire casa e così via.

A cena riso con chili di carne seguito da una tazza di tè e qualche dolce.

Londra – Niccolò (6/10)

8 mag

Sabato 20 e Domenica 21 Aprile

Giorni 7/8 – The weekend    

Oggi la giornata è molto bella, sempre col sole, anche se un po’ freddina nel pomeriggio. La mattina mi avventuro da solo a fare finalmente un giro ad Hampstead: mi è piaciuto davvero tanto. Tanto per cambiare case meravigliose e tanto verde al punto da credere di non essere a Londra.

[London tip #4: The 312 steps. Se usate la metropolitana per arrivare ad Hampstead non fate come me, non usate le scale per salire o scendere... sono infinitamente lunghe! Infatti la stazione di Hampstead è la più profonda della città. Meglio gli ascensori!]

Come al solito ho mangiato un sandwich a pranzo, dopo dritto ad High Kensington. Lì ho girato per gli immensi Kensington Gardens quindi mi sono spostato a Trafalgar Square tra le bancarelle di street food e la ressa per la St. Georege Feast, ovvero i festeggiamenti del patrono del Regno Unito (la data esatta però è il 23 Aprile). Da lì poi, per far passare il tempo ho dato un sguardo in Neal Street.

Finalmente la vera attrazione del giorno: verso le 7pm mi avvio verso lo “Shard”, il grattacelo più alto di Londra progettato dall’italiano Renzo Piano. La torre si erge dalla London Bridge Station, quindi è facilissima da raggiungere.

the shard

View from The Shard

[London tip #5: The View from the Shard. Non pensate di poter andare sotto il palazzo, comprare i biglietti e salire subito. Questo vi costerebbe 100£. La cosa più conveniente è comprare i biglietti in anticipo, non più tardi del giorno prima, oppure sul sito internet. Il prezzo allora scende a 24.95£. L’orario più richiesto, e a buona ragione, è tra le 7:30 pm e le 8:30 pm in cui è possibile vedere il tramonto.]

Una volta entrati e superati i controlli della sicurezza tipo aereoporto si sale con un ascensore che fa 30 piani in 30 secondi e alla fine, dopo un altro ascensore, arrivi al 68 piano. Il tramonto alle 8:10 era quasi alla fine, ma la vista sulla città è notevole: non c’è niente di più alto e vale davvero i soldi del biglietto. Magari ho dovuto lottare tra la gente per scattare qualche foto, ma ce l’ho fatta.

Domenica mattina, ho deciso: devo assolutamente concedermi (essendo la mia ultima domenica da londoner) una vera, violenta, malsana, delizosa colazione all’inglese, o full english breakfast se preferite. Stando a quanto dice il sito di TimeOut uno dei posti migliori dove fare colazione in Londra è il Breakfast Club. In città il locale ha cinque locations in cinque diversi quartieri: Angel, Soho, Spitalfiels, Eggquarters e Hoxton. Quest’ultima è qualla in cui sono andato.

A pochi passi dalla Old Street Station il Breakfast Club è ricavato all’interno di un edificio ex-industriale e l’atmosfera all’interno è stupenda… quasi uscita dal film “Soul Kitchen”! Ordino un tè e una Full Monty Pythons Breakfast.

[British customs #3: Full Breakfast. Questa consite in due uova (scrambled o fried), salsiccia, pancetta croccante, patate al forno, fagioli in salsa di pomodoro, un pomodoro alla piastra, un fungo o due alla piastra, pane tostato e black pudding (non vi dico di cosa è fatto ma è buono). Per alcuni italiani puristi della colazione dolce con due biscotti o cereali può sembrare una roba da pazzi... e forse lo è. Ma è assolutamente un must, da fare almeno una volta, come i veri inglesi, durante il weekend!]

The_Full_Monty_Python_Breakfast

Per smaltire l’overdose di calorie giro nel decisamente troppo turistico Camdem Market (dove però si possono trovare cose carine qua e là) e poi a sud, zona Pilmco, per vedere la famosa Battersea Power Station. Icona dell’archeologia industriale immortalata nella copertina dell’album dei Pink Floyd “Animals”.

Battersea - Power Station

Alle 1.00 pm mi  incontro con Marco per andare ai Kew Gardens. Forse la primavera inoltrata è la stagione migliore per visitarli ma, grazie anche alle sere ottocentesche, al cottage della regina Charlotte e al Kew Palace, vale sempre la pena visitarli!

Scopri anche tu: Kaplan International Colleges 

Londra – Niccolò (5/10)

2 mag Big Ben_London

Venerdì 19 Aprile 2013

Giorno 6 – Fish, chips and strings

Dopo aver superato le insidie dei mixed conditionals della lezione di James sono andato assieme a Marco a fare un giro al British Museum alla fine del quale siamo andati al pub più antico di Londra: il Ye Olde Cheddar Cheese. L’atmosfera e’ incredibile, sembra di entrare in una scena di Dikens e, nonostante non sia un grande amante della birra cos’altro avrei potuto ordinare? Dopo andiamo a fare un salto allo Sway, dove la Kaplan organizza ogni venerdi’ un happy hour, per salutare Vanessa, Laura e gli altri. Verso le 6.30 pm pero’, mi avvio verso South Kensigton, al Royal College of Music, di fronte all’imponente Royal Albert Hall, dove e’ in programma, per pochi pounds, un concerto per archi con brani composti da Britten, Elgar, Vaughan Williams. E proprio di quest’ultimo resta indimenticabile l’esecuzione della Fantasia on a Theme by Thomas Tallis.

[London tip #3: Time Out. Non potete fare a meno di questa rivista gratuita distribuita gratuitamente davanti ad ogni tube station. Questa e’ la guida essenziale a qualunque evento, concerto, spettacolo, festa si svolga a Londra nel corso della settimana. Forse ancora piu’ fondamentale della rivista c’e’ il sito internet, in cui potrete guardare in anticipo tutto quello che accade nella citta’, comprare biglietti e trovare offerte speciali.]

Londra – Niccolò (4/10)

30 apr

Mercoledì 16 Aprile 2013

Giorno 4 – Ding Dong…

Oggi è un’altra bella giornata di sole, solo il vento continua ad essere forte e fasdidioso a volte. Mentre la Tatcher finisce nella St. Paul Cathedral, io ho la prima lezione da higher-intermediate. James Beck, il mio nuovo insegnante, è davvero molto simpatico, parla veloce con un ottimo accento inglese ma sempre comprensibilissimo. Il livello mi sembra proprio giusto per me, non troppo difficile ma neanche facile. Domani vedremo. Finita la lezione mangio un buon sandwich  assieme a Marco nel prato del Lincolns’ Inn Fields.

[London Tip #2: Lunch. Per il pranzo sarete sempre fuori casa, o perchè siete da qualche parte in città o perchè siete a scuola. A pochi metri dalla Kaplan di Convent Garden c’è ogni sorta di possibilità per mangiare qualcosa. Eat (per colazione, sandwich, insalate, caffè...) è il più vicino. Sainsbury (per sandwich interessanti, bibite e tutto quello che può offire un supermercato) è il più economico ma anche più frequentato dai londinesi in pausa. E poi ancora Costa, McDonald’s, Burger King, Wasabi (sushi) ecc... In media un pranzo costa tra le 3-5£]

Prima di rientrare a scuola, per una lezione aggiuntiva di Grammar Developement, faccio ancora un giro nel quartiere, qualche foto. Conclusi i 45 minuti grammatica con Oliver, assieme a Laura e Marco faccio un giro nella vicinissima Oxford Street, passando per Soho Square e, dopo la svolta in Regent Street arriviamo in Piccadilly Circus. Lì ho poi preso la mia solita Piccadilly Line per tornare a Finsbury.

Tornato a casa incontro finalmente Tommy, il figlio maggiore che era in giro per il paese a sostenere l’Arsenal: anche lui, come il resto della famiglia, amichevole e sempre pronto a scambiare qualche parola. Prima di cenare mi ripasso alcune cose per la lezione di domani. Nel piatto delle buone salsicce in un salsa accompagnate da cavolo cappuccio verde stufato (stew cabbage) e da una mezza patata al vapore con burro. A seguire  l’immancabile tè.

 

Londra – Niccolò (3/10)

29 apr

Lunedì 15 Aprile 2015

Giorno 3 – Breaking the Fast

La mattinata è cominciata prima oggi, dovendo essere a scuola per le 8.15 am. Quindi dopo essermi vestito, dopo il tè e la fetta di pane tostato con chocolate spread (crema spalmabile di solo cioccolato) esco di casa. L’aria sembra più fresca per colpa del vento ma , pur girando senza imbottitura nella giacca, si sta bene.

Strisciata la Oyster Card entro nella Piccadilly Line e poi, dopo i soliti 15 minuti, arrivo ad Holborn (la fermata della scuola) in ampio anticipo. Compro il Guardian per leggere dell’attentato a Boston e per fare il finto londinese.

Dopo un po’ davanti a scuola mi incontro con Marco (Italia) e Vanessa (Spagna)… Nonstante sia italiano con Marco non lo si parla MAI, in compenso si condivide la passione del cinema. Vado a lezione. L’insegnante John Houghton è molto simpatico, sembra un inglesissimo compagnone da pub, e la lezione è interessante. Forse non interessa, ma qui si è finalmente disvelata per me la risposta alla mitica domanda: perché colazione si dice “breakfast”? Perché deriva da “breaking the fast”, ovvero interrompere il digiuno. Una rivelazione. Wow.

Durante l’intervallo però il professore mi dice di passare dalla classe “intermediate” a “’higher-intermediate” da domani. Benone!

Dopo la lezione pranzo con Marco e Vanessa e il clima migliora ancora facendo uscire il sole. Chiacchieramo condividendo le prime impressioni delle lezioni, che, per quanto mi riguarda sono state positive. Loro, seguendo il corso intensivo, devono tornare a lezione poco dopo, io invece mi giro la zona di Holborn, Lincolns’ Inn Fields, lo Strand (dove fervono i funerali di Margaret Tatcher), il negozio di Twinings e torno a scuola per un’ora aggiuntiva di speaking con Oliver. Se c’è una cosa che ho fatto a sfinimento oggi è proprio parlare.

London Sunset

Comunque dopo l’ultima ora a scuola, verso le 15.30, faccio un lungo giro con alcuni compagni fino alla st. Paul Cathedral, il Millannimum Bridge e poi la Southbank fino al grattacielo di Renzo Piano, The Shard e il Tower Bridge. Da lì, visto l’orario (5.30 pm) torno a casa per cena. Riso con chili e dopo, ovviamente, il tè con un pezzo di ottima torta di carote “all’inglese inglese”.

Londra – Niccolò (2/10)

25 apr

Domenica 14 Aprile 2013

Giorno 2 – Warm Up

Preparo la tracolla e tolgo l’imbottitura alla giacca a vento, mi vesto e scendo per colazione. Sono ancora tutti a letto, tranne Helen che, in vestaglia con tazza in mano, mi dice “On sundays morning I drink my tea in bed”. La quintessenza del british.

La giornata è ventosa ma, grazie al sole quasi sempre presente, c’è caldo. Girare senza una meta particolare per Notting Hill allontanadosi anche dalla caotica Portobello Road è davvero molto bello. Passo un po’ di tempo al St.James Park e da lì torno a Finsbury dato che ormai sono le 4 pm passate e alle 6pm (confermo 6PM, 18:00) si cena. Doccia e scendo a mangiare. Roast dinner, come da tradizione inglese della Domenica.

[British customs #1: Dinner. Come ieri funziona così: nessuna tovaglia o tovaglietta, solo posate, bicchieri e piatti sulla tavola. Non ci sono neanche padelle o piatti da portata, e neanche bottiglie di acqua o altro: i bicchieri, come i piatti (abbondanti e ben presentati), sono già pieni. E' tutto buono non potrei dire il contrario, quello che manca è la fantasia forse. Ovvero sembra sempre lo stesso piatto, composto da una pietanza di carne o pesce accompagnata da verdurine al vapore, patate fritte/al forno/crocchette e insalatina. Come nei film insomma.]

E poi sempre il tè finita la cena con qualche biscotto morbido di marmellata di arancia e cioccolato. Alla fine è comunque divertente far proprie abitudini diverse. Per fortuna Helen, a differenza del marito Michael, non ama le frattaglie quindi non devo temere di trovarmi nel piatto del rognone [: rene di vitello popolare nel UK, in particolare nella tradizionale Steak and Kidney Pie].

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